Nel mondo ma non del mondo: tra Vangelo e Lettera a Diogneto

2–3 minuti

read

Paul Klee, Ad Parnassum, 1932

“Chi viene dalla terra appartiene alla terra e parla secondo la terra, chi viene dal cielo è al di sopra di tutti” (Gv 3,31). Vorrei partire da qui, da questa parola del Vangelo, per parlarvi di una delle intuizioni più profonde del cristianesimo antico, custodita nella uno scritto meraviglioso come la Lettera a Diogneto.

Così c’è una differenza che attraversa la nostra vita ogni giorno, possiamo vivere “secondo la terra” oppure lasciarci aprire da ciò che viene dall’alto. La terra è il linguaggio della paura, del calcolo, dell’interesse, del potere. Il cielo è la parola del Vangelo, che non schiaccia ma libera, non divide ma genera vita. Eppure il cristiano vorrebbe fuggire la terra, mentre qui la Lettera a Diogneto è straordinaria e ci ricorda come:

“I cristiani non si distinguono dagli altri uomini né per territorio, né per lingua, né per costumi… abitano ciascuno la propria patria, ma come stranieri… ogni patria straniera è patria loro, e ogni patria è straniera.”

È esattamente ciò che il Vangelo ci suona a vivere, essere nel mondo ma non del mondo. I cristiani condividono tutto con gli altri, ma non si lasciano rinchiudere nelle stesse logiche. La stessa Lettera a Diogneto arriva a un’immagine potentissima:

“Ciò che l’anima è nel corpo, i cristiani lo sono nel mondo.”

Non dominano, non si impongono, portano una parola che non nasce dalla terra. Spesso anche noi ci lasciamo guidare dalle paure, dai giudizi, dalle logiche del successo. Ma il Vangelo ci ricorda che la nostra origine è un’altra. Se ascoltiamo Cristo, impariamo lentamente un linguaggio diverso, quello della verità, della pace, della fiducia. E allora capiamo anche perché oggi la Chiesa è chiamata a non avere paura. Come ricorda Papa Leone XIV, il Vangelo e la pace vanno annunciati con libertà, senza lasciarsi chiudere nelle logiche della terra. Perché ciò che viene dall’alto non può essere imprigionato dal basso e alla fine, la nostra sfida è riuscire a vivere sulla terra senza perdere il cielo.

Preghiera

Signore Gesù,
tu che vieni dall’alto,
insegnaci a vivere sulla terra
senza lasciarci chiudere dalla terra.
Donaci il tuo Spirito,
perché impariamo il linguaggio del cielo:
la verità, la pace, l’amore.
Amen.

Dal Vangelo secondo Giovanni

Chi viene dall’alto è al di sopra di tutti; ma chi viene dalla terra, appartiene alla terra e parla secondo la terra. Chi viene dal cielo è al di sopra di tutti. Egli attesta ciò che ha visto e udito, eppure nessuno accetta la sua testimonianza. Chi ne accetta la testimonianza, conferma che Dio è veritiero. Colui infatti che Dio ha mandato dice le parole di Dio: senza misura egli dà lo Spirito.
Il Padre ama il Figlio e gli ha dato in mano ogni cosa. Chi crede nel Figlio ha la vita eterna; chi non obbedisce al Figlio non vedrà la vita, ma l’ira di Dio rimane su di lui.

https://www.chiesacattolica.it/liturgia-del-giorno/?data-liturgia=20260416

Vangelo del giorno

Ogni mattina una breve meditazione e una preghiera. La tua giornata alla Luce della Fede

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.

Rispondi

Scopri di più da donfrancescomenichetti.com

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere