La pratica della fede. Cosa significa “fare la verità” nel Vangelo

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Monet, Impressione, levar del sole, 1872

«Chi fa la verità viene verso la luce» (Gv 3,21). L’espressione ποιεῖν τὴν ἀλήθειαν, letteralmente “fare la verità”, è insolita per il greco ma tipica del linguaggio biblico. Gli esegeti riconoscono qui un semitismo che richiama l’ebraico ‘asah ’emet, cioè vivere nella verità, agire con rettitudine e fedeltà. La verità, nella Bibbia è qualcosa che si pratica con la vita.

Per questo il Vangelo non dice semplicemente “chi conosce la verità”, ma chi la fa, chi la mette in opera. La fede cristiana non è solo un’idea o un sentimento: è un cammino reale, fatto di carne e sangue, terra e Spirito, lotta e vittoria. Oggi più che mai abbiamo bisogno di riscoprire la pratica della fede. L’Eucaristia, la confessione, la preghiera, fedeltà a Dio e alla sua Parola, la carità verso il prossimo sono i luoghi in cui la verità del Vangelo prende forma nella nostra esistenza, si incarna e non resta per aria.

In fondo è così in ogni ambito della vita. Se pratichiamo uno sport non basta conoscere le regole, occorre allenarsi e farlo bene; se vogliamo imparare un’arte ad esempio la suonare uno strumento, non è sufficiente pensarlo o studiarlo, bisogna esercitarsi, ore e ore. Così è anche per la fede. La sua pratica quotidiana irrobustisce l’anima, la custodisce dal male, purifica i pensieri e rende il cuore più libero. Chi vive così, dice il Vangelo, non teme la luce, perché la sua vita è già orientata verso di essa, fino al compimento pieno, nel Regno. Ma siamo pronti a ricominciare a praticare fidandoci di Dio?

Preghiera

Signore Gesù,
tu ci chiami a fare la verità e a venire verso la tua luce.
Donaci un cuore sincero, capace non solo di conoscere il bene,
ma di viverlo ogni giorno.

Rafforza in noi la pratica della fede:
nell’Eucaristia che ci nutre,
nel perdono che ci rinnova,
nella preghiera che ci apre a te,
nella carità che ci fa riconoscere il tuo volto nei fratelli.

Custodisci la nostra mente dai pensieri che oscurano il cuore
e rendi la nostra vita semplice e luminosa,
perché camminando nella verità
possiamo crescere nella tua luce.

Amen.

Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, Gesù disse a Nicodèmo: «Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna. Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui. Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio.
E il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo, ma gli uomini hanno amato più le tenebre che la luce, perché le loro opere erano malvagie. Chiunque infatti fa il male, odia la luce, e non viene alla luce perché le sue opere non vengano riprovate. Invece chi fa la verità viene verso la luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio».

https://www.chiesacattolica.it/liturgia-del-giorno/?data-liturgia=20260415

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