Nel dialogo notturno tra Gesù e Nicodemo il Vangelo racconta la ricerca di uomini e donne del nostro tempo: non increduli, ma cercatori di luce.

Nel Vangelo di Giovanni compare una figura discreta e affascinante: Nicodemo. È un fariseo, un maestro di Israele. Non è lontano da Dio. Eppure sente che qualcosa gli manca.
Per questo va da Gesù.
Ma ci va di notte.
Non è solo prudenza. Nel linguaggio del Vangelo la notte è spesso il simbolo di una ricerca profonda, di una fede che non è ancora piena luce, di un’intimità con Dio ricercata nel profondo dell’anima. Così, Nicodemo rappresenta molti uomini e donne di ogni tempo. Persone che non si dichiarano necessariamente credenti, ma che dentro portano una domanda, che sono in cammino verso la luce. Come ci ricorda il padre della Chiesa Tertulliano “Cristiani non si nasce, si diventa”.
Il Vangelo li descriverebbe con una parola semplice: ricercatori del tesoro nel campo, della moneta perduta, della perla preziosa, di quel lievito di vita che fa fermentare la nostra vita.
Nicodemo dice a Gesù:
«Rabbì, sappiamo che sei venuto da Dio come maestro» (Gv 3,2).
È una confessione prudente, quasi timida ed anche se ancora non è la fede piena dei discepoli, è tuttavia l’inizio di una strada. E Gesù non respinge questa fede incompleta. Non gli chiede una dichiarazione perfetta. Gli parla invece di qualcosa di più profondo: «Se uno non nasce dall’alto, non può vedere il regno di Dio» (Gv 3,3).
La fede non è soltanto capire Dio. È rinascere, lasciarsi trasformare, entrare in una vita nuova. Molti oggi vivono la loro “notte di Nicodemo”. Continuando a cercare senso, verità, luce. A volte questa ricerca passa attraverso domande, inquietudini, perfino attraverso il dubbio. Eppure il Vangelo ci mostra il cuore di Dio che accoglie di notte chi è in ricerca.
La ricerca però non resta vaga e per strade che non finiscono mai. Anche se Nicodemo non ha tutto chiaro, compie il gesto più importante: è lui ad andare da Gesù. E quella notte diventerà l’inizio di un cammino che lo porterà, alla fine del Vangelo, a prendersi cura del corpo di Cristo deposto dalla croce.
La fede, spesso, nasce così come ricerca per poi definirsi come scelta, il passo deciso di un cercatore di luce, che scommettono (Pascal) su Dio e la sua luce.
Cosa conta per noi davvero? Metterci a camminare, fare il primo passo, lasciarci incontrare da Gesù proprio nella nostra notte certi che la Sua presenza illumina e rischiara, dona senso e orizzonte al nostro vivere.
Preghiera sul Vangelo di oggi
Signore Gesù,
oggi il tuo Vangelo torna a parlare al nostro cuore.
La tua Parola attraversa i secoli e raggiunge anche noi,
nelle nostre inquietudini, nelle nostre domande,
nelle fatiche della fede.
Fa’ che il Vangelo di oggi sia
ma una parola viva che illumina il nostro cammino.
Tu conosci i nostri dubbi,
le nostre cadute,
le domande che portiamo dentro.
Per questo oggi ti affidiamo in modo particolare
tutti coloro che vacillano nella fede:
chi si sente lontano da te,
chi attraversa un tempo di oscurità spirituale,
chi non riesce più a pregare
o pensa di aver smarrito la strada.
Signore,
accendi di nuovo nel loro cuore una piccola luce.
Fa’ che incontrino una parola, una persona, un segno
capace di riaprire la speranza.
E dona anche a noi
un cuore capace di custodire il tuo Vangelo,
di viverlo con semplicità
e di testimoniarlo con la vita.
Perché la tua Parola
diventi davvero luce per il mondo.
Amen.
Dal Vangelo secondo Giovanni
Vi era tra i farisei un uomo di nome Nicodèmo, uno dei capi dei Giudei. Costui andò da Gesù, di notte, e gli disse: «Rabbì, sappiamo che sei venuto da Dio come maestro; nessuno infatti può compiere questi segni che tu compi, se Dio non è con lui». Gli rispose Gesù: «In verità, in verità io ti dico, se uno non nasce dall’alto, non può vedere il regno di Dio».
Gli disse Nicodèmo: «Come può nascere un uomo quando è vecchio? Può forse entrare una seconda volta nel grembo di sua madre e rinascere?». Rispose Gesù: «In verità, in verità io ti dico, se uno non nasce da acqua e Spirito, non può entrare nel regno di Dio. Quello che è nato dalla carne è carne, e quello che è nato dallo Spirito è spirito. Non meravigliarti se ti ho detto: dovete nascere dall’alto. Il vento soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai da dove viene né dove va: così è chiunque è nato dallo Spirito».
Rispondi