VENERDÌ QUINTA SETTIMANA DI QUARESIMA

Accostati alla meditazione del Vangelo in questo tempo di Quaresima con semplicità e disponibilità interiore.

Leggi lentamente il testo, lasciando che una parola ti raggiunga e rimanga con te, custodiscila nella preghiera lungo la giornata e prova a tradurla in un gesto concreto.

Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, i Giudei raccolsero delle pietre per lapidare Gesù. Gesù disse loro: «Vi ho fatto vedere molte opere buone da parte del Padre: per quale di esse volete lapidarmi?». Gli risposero i Giudei: «Non ti lapidiamo per un’opera buona, ma per una bestemmia: perché tu, che sei uomo, ti fai Dio». 
Disse loro Gesù: «Non è forse scritto nella vostra Legge: “Io ho detto: voi siete dèi”? Ora, se essa ha chiamato dèi coloro ai quali fu rivolta la parola di Dio – e la Scrittura non può essere annullata -, a colui che il Padre ha consacrato e mandato nel mondo voi dite: “Tu bestemmi”, perché ho detto: “Sono Figlio di Dio”? Se non compio le opere del Padre mio, non credetemi; ma se le compio, anche se non credete a me, credete alle opere, perché sappiate e conosciate che il Padre è in me, e io nel Padre». Allora cercarono nuovamente di catturarlo, ma egli sfuggì dalle loro mani. 
Ritornò quindi nuovamente al di là del Giordano, nel luogo dove prima Giovanni battezzava, e qui rimase. Molti andarono da lui e dicevano: «Giovanni non ha compiuto nessun segno, ma tutto quello che Giovanni ha detto di costui era vero». E in quel luogo molti credettero in lui.

Parola del Signore.

MEDITAZIONE DEL GIORNO

Il Vangelo si apre con un gesto violento: raccolgono delle pietre per lapidare Gesù. È impressionante. Gesù non ha fatto del male a nessuno, non ha incitato alla violenza, non ha distrutto nulla. Anzi, come dice lui stesso, ha compiuto “molte opere buone”. Eppure vogliono ucciderlo.

Il motivo è chiaro: «Tu, che sei uomo, ti fai Dio».

Il problema non sono le opere. Quelle sono sotto gli occhi di tutti: i malati guariti, i poveri raggiunti, i peccatori rialzati. Il problema è chi è Gesù. Perché le sue opere non sono semplicemente gesti di bontà: rivelano qualcosa di più grande. Gesù parla e agisce con l’autorità stessa di Dio.

Per questo dice una frase decisiva:
«Il Padre è in me e io nel Padre».

Non è solo un profeta che parla di Dio. È il Figlio che vive in una comunione totale con il Padre. Tutto ciò che fa, tutto ciò che dice, viene da questa unità profonda.

E allora Gesù invita a guardare le opere. Non chiede una fede cieca. Dice: se non credete alle mie parole, guardate ciò che accade. Guardate la vita che nasce, la misericordia che si apre, la libertà che si ridona agli uomini. Le opere parlano.

AZIONE DEL GIORNO

Oggi prova a fare memoria di un’opera buona che Dio ha compiuto nella tua vita: un incontro, un perdono ricevuto, una porta che si è aperta. Ringrazia lasciala diventare motivo di fiducia.

PREGHIERA

Signore Gesù,
apri i nostri occhi per riconoscere le tue opere.
Quando il cuore si chiude e la fede vacilla,
ricordaci che tu continui ad agire nella nostra vita.
Donaci di riconoscerti,
di fidarci di te
e di camminare con te ogni giorno.
Amen.