MERCOLEDì QUINTA SETTIMANA DI QUARESIMA

Accostati alla meditazione del Vangelo in questo tempo di Quaresima con semplicità e disponibilità interiore.

Leggi lentamente il testo, lasciando che una parola ti raggiunga e rimanga con te, custodiscila nella preghiera lungo la giornata e prova a tradurla in un gesto concreto.


Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te».
 A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».
Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio».
Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l’angelo si allontanò da lei.

Parola del Signore.

MEDITAZIONE DEL GIORNO

Tutto accade in un luogo piccolo, nascosto, quotidiano. In una casa di Nàzaret. È lì che Dio entra nella storia. E questo già dice qualcosa inaudito, per cui Dio non ha bisogno di scenari straordinari per operare, ma cerca un cuore disponibile. Maria è turbata. Si domanda, cerca senso e la fede non nasce da una certezza facile, ma da un ascolto che attraversa anche il turbamento. E proprio lì, dentro quella inquietudine, risuona una parola: «Non temere». È come se Dio, ogni volta che si avvicina, dovesse prima liberare il cuore dalla paura. La domanda di Maria è concreta: «Come avverrà questo?». Non è incredulità, è desiderio di comprendere come la promessa possa prendere carne nella realtà. E la risposta dell’angelo sposta tutto: non sarà opera tua, sarà dono. «Lo Spirito Santo scenderà su di te». Cioè: la vita nuova non nasce dallo sforzo umano, ma dall’accoglienza di ciò che Dio compie. E alla fine c’è quel “sì”. Semplice, essenziale, totale: «Avvenga per me secondo la tua parola». Non è rassegnazione, è disponibilità. Non è passività, è fiducia. Maria non controlla, non trattiene, non mette condizioni. Si consegna. È questo il punto: Dio non forza mai la porta, attende un sì. E quel sì cambia la storia. Anche nella nostra vita, Dio continua a entrare così: in modo discreto, dentro il quotidiano, attraverso parole che a volte ci spiazzano. E anche a noi è chiesto lo stesso passaggio: dal turbamento alla fiducia, dalla domanda al dono, dalla paura al sì. Perché la fede, in fondo, è tutta qui: lasciare spazio a Dio perché possa fare in noi ciò che da soli non potremmo mai realizzare.

AZIONE DEL GIORNO

Lascia spazio a Dio nella tua giornata, nel lavoro, negli incontri, nelle decisioni, e prova a vivere così: “avvenga per me secondo la tua parola”. Anche solo per oggi.

PREGHIERA

Signore Gesù,
tu vivi nella comunione perfetta con il Padre
e da Lui ricevi la vita che dona salvezza al mondo.

Apri il nostro cuore alla tua parola,
perché non rimanga una voce lontana
ma diventi luce per il nostro cammino.

Liberaci dalla superficialità che ci distrae
e donaci il desiderio di ascoltarti davvero.

Fa’ che la tua voce raggiunga le zone più profonde della nostra vita
e risvegli ciò che è stanco, ferito o smarrito.

E guidaci ogni giorno
a cercare non la nostra volontà
ma quella del Padre che ci ama.

Amen.