
Accostati alla meditazione del Vangelo in questo tempo di Quaresima con semplicità e disponibilità interiore.
Leggi lentamente il testo, lasciando che una parola ti raggiunga e rimanga con te, custodiscila nella preghiera lungo la giornata e prova a tradurla in un gesto concreto.
Dal Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, Gesù disse ai farisei: «Io vado e voi mi cercherete, ma morirete nel vostro peccato. Dove vado io, voi non potete venire». Dicevano allora i Giudei: «Vuole forse uccidersi, dal momento che dice: “Dove vado io, voi non potete venire”?».
E diceva loro: «Voi siete di quaggiù, io sono di lassù; voi siete di questo mondo, io non sono di questo mondo. Vi ho detto che morirete nei vostri peccati; se infatti non credete che Io Sono, morirete nei vostri peccati».
Gli dissero allora: «Tu, chi sei?». Gesù disse loro: «Proprio ciò che io vi dico. Molte cose ho da dire di voi, e da giudicare; ma colui che mi ha mandato è veritiero, e le cose che ho udito da lui, le dico al mondo». Non capirono che egli parlava loro del Padre.
Disse allora Gesù: «Quando avrete innalzato il Figlio dell’uomo, allora conoscerete che Io Sono e che non faccio nulla da me stesso, ma parlo come il Padre mi ha insegnato. Colui che mi ha mandato è con me: non mi ha lasciato solo, perché faccio sempre le cose che gli sono gradite». A queste sue parole, molti credettero in lui.
Parola del Signore.
MEDITAZIONE DEL GIORNO
“Voi siete di quaggiù, io sono di lassù”. “Quaggiù” non è la terra in sé, ma un modo di stare al mondo: chiuso, autosufficiente, incapace di oltrepassare il proprio orizzonte. È la vita che si misura solo con ciò che vede, che calcola, che controlla. È una vita che, anche quando parla di Dio, in fondo resta centrata su se stessa. “Lassù”, invece, non è uno spazio lontano. È la provenienza di Gesù, ma anche la direzione a cui l’uomo è chiamato. È una vita ricevuta, non costruita, una vita che si apre, che si lascia guidare, che vive nella relazione con il Padre. “Lassù” è uno sguardo che non si chiude nel limite, ma lo attraversa. Tuttavia si può essere davanti a Gesù, ascoltare le sue parole, e restare comunque “di quaggiù”. Non per cattiveria, ma per chiusura. Perché si resta ancorati alle proprie categorie, incapaci di lasciarsi spostare. Eppure Gesù desidera aprire la nostra mente. Indica una distanza proprio per renderci consapevoli che esiste un passaggio. Non siamo condannati a restare “di quaggiù”. Possiamo nascere dall’alto, possiamo entrare in una vita che non si esaurisce nei nostri limiti. Allora la questione diventa radicale: da dove vivo davvero? Da un orizzonte chiuso, che alla fine mi riporta sempre a me stesso? O da una relazione che mi precede e mi supera? “Quaggiù” è la fatica di una vita che porta tutto da sola. “Lassù” è la scoperta che la vita è già abitata, già sostenuta, già amata.
AZIONE DEL GIORNO
Affida al Signore una situazione concreta della tua giornata (una fatica, una relazione, una scelta) e scegli di viverla con uno sguardo alto, fidandoti di Dio.
PREGHIERA
Signore Gesù,
tu che sei l’“Io Sono”, presenza viva del Padre in mezzo a noi,
liberami da una vita chiusa e ripiegata su me stesso.
Quando mi perdo nei miei pensieri,
quando cerco di controllare tutto,
quando faccio fatica a fidarmi,
vieni tu ad aprire il mio cuore.
Insegnami a vivere “da lassù”,
cioè dentro una relazione con te,
sapendo che non sono solo.
Tu che sei stato innalzato sulla croce,
rivelami il tuo amore anche nelle mie fatiche,
nelle mie ferite, nei momenti in cui non capisco.
Donami una fede semplice e vera,
capace di affidarsi,
capace di riconoscerti presente nella mia vita.
E oggi, Signore,
fa’ che ogni mio passo
sia guidato dalla fiducia in te.
Amen.