LUNEDÌ QUARTA SETTIMANA DI QUARESIMA

Healing the royal official's son by Joseph-Marie Vien, 1752

Accostati alla meditazione del Vangelo in questo tempo di Quaresima con semplicità e disponibilità interiore.

Leggi lentamente il testo, lasciando che una parola ti raggiunga e rimanga con te, custodiscila nella preghiera lungo la giornata e prova a tradurla in un gesto concreto.

Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, Gesù partì [dalla Samarìa] per la Galilea. Gesù stesso infatti aveva dichiarato che un profeta non riceve onore nella propria patria. Quando dunque giunse in Galilea, i Galilei lo accolsero, perché avevano visto tutto quello che aveva fatto a Gerusalemme, durante la festa; anch’essi infatti erano andati alla festa.
Andò dunque di nuovo a Cana di Galilea, dove aveva cambiato l’acqua in vino. Vi era un funzionario del re, che aveva un figlio malato a Cafàrnao. Costui, udito che Gesù era venuto dalla Giudea in Galilea, si recò da lui e gli chiedeva di scendere a guarire suo figlio, perché stava per morire.
Gesù gli disse: «Se non vedete segni e prodigi, voi non credete». Il funzionario del re gli disse: «Signore, scendi prima che il mio bambino muoia». Gesù gli rispose: «Va’, tuo figlio vive». Quell’uomo credette alla parola che Gesù gli aveva detto e si mise in cammino.
Proprio mentre scendeva, gli vennero incontro i suoi servi a dirgli: «Tuo figlio vive!». Volle sapere da loro a che ora avesse cominciato a star meglio. Gli dissero: «Ieri, un’ora dopo mezzogiorno, la febbre lo ha lasciato». Il padre riconobbe che proprio a quell’ora Gesù gli aveva detto: «Tuo figlio vive», e credette lui con tutta la sua famiglia.
Questo fu il secondo segno, che Gesù fece quando tornò dalla Giudea in Galilea.

MEDITAZIONE DEL GIORNO

Il Vangelo ci presenta un padre che vive l’angoscia più grande: suo figlio sta per morire. Non porta con sé argomenti teologici, non formula discorsi religiosi. Porta soltanto la sua disperazione di padre. E proprio questa povertà diventa il luogo dell’incontro con Cristo. Quest’uomo percorre una distanza lunga per raggiungere Gesù e lo supplica di scendere a Cafarnao. Vuole che Gesù venga, che tocchi il figlio, che compia un gesto visibile. È la fede di chi ha bisogno di vedere. Gesù però risponde in modo sorprendente: «Va’, tuo figlio vive». Dona soltanto una parola che richiede fiducia. Qui accade il passaggio decisivo del Vangelo: «Quell’uomo credette alla parola che Gesù gli aveva detto e si mise in cammino». Prima ancora di vedere il miracolo, quell’uomo si fida. Cammina nella notte sostenuto solo dalla parola ricevuta. La fede nasce proprio qui: non quando abbiamo tutte le prove davanti agli occhi, ma quando accogliamo la parola di Cristo e continuiamo a camminare. E solo lungo la strada quell’uomo scoprirà che la parola di Gesù era già realtà. Anche la nostra vita conosce momenti simili. Ci sono situazioni in cui vorremmo vedere subito la soluzione, il segno, la risposta evidente di Dio. E invece spesso il Signore ci dona prima una parola, e ci chiede di fidarci e camminare..

AZIONE DEL GIORNO

C’è una situazione che ti angoscia?
Fai il primo passo per affrontarla invece di rimandare.

Il padre del Vangelo, dopo aver ascoltato Gesù, si rimise in cammino. Anche tu oggi rimettiti in cammino.

PREGHIERA

Signore Gesù,
anche noi spesso veniamo a te
con le nostre paure e le nostre preoccupazioni.

Vorremmo vedere subito un segno,
una risposta chiara,
una soluzione immediata.

Ma tu ci insegni la via della fiducia.

Donaci un cuore capace di credere alla tua parola
anche quando il cammino sembra incerto.

Fa’ che impariamo ad affidarci a te
con la semplicità di quel padre
che ha creduto prima ancora di vedere.

E accompagna i nostri passi
finché anche noi possiamo riconoscere
che la tua parola porta sempre vita.

Amen.