LA SANTITÀ NASCOSTA DI GUBBIO, CITTÀ DELL’ANIMA

La nostra amata Gubbio città antica e misteriosamente mistica, ha generato alla fede e consegnato alla storia santi, vescovi, eremiti, monache. Ha ospitato il silenzio della preghiera e l’inquietudine della ricerca. Non solo sant’Ubaldo, che ne è il volto più noto e amato, ma anche figure oggi quasi dimenticate, che hanno camminato per le nostre stesse strade, abitato i nostri stessi luoghi, pregato nelle stesse chiese.

Talvolta il nostro immaginario associa la santità a una vaga tranquillità, eppure, se leggiamo con attenzione le vite dei santi, sono segnate da svolte improvvise, scelte radicali, fughe nei boschi, notti oscure, improvvise epifanie, dubbi ed incertezze, in un continuo ascolto della volontà di Dio. La nostra Chiesa locale custodisce una storia millenaria di santità: c’è la santità nascosta della preghiera quotidiana, quella operosa della carità, quella sapiente del governo, quella coraggiosa della testimonianza della fede fino al martirio. Alcuni hanno ricevuto il riconoscimento ufficiale della Chiesa, altri vivono nella memoria popolare, altri ancora sono in attesa che qualcuno ne riscopra la storia e la voce.

È bene ricordare che la Chiesa distingue varie tappe nel riconoscimento della santità: i Santi, canonizzati e proposti al culto universale, i Beati, venerati localmente e in attesa della canozzazione, i Venerabili, per i quali è stata riconosciuta l’eroicità delle virtù, ed infine i Servi di Dio il cui processo di beatificazione è stato avviato, ma non ancora concluso. Gubbio ha avuto figli di questa terra di cui spesso abbiamo perso memoria. Sono nostri concittadini della Gerusalemme celeste e anche della nostra città terrena che ci hanno preceduto nella fede e ancora oggi ci appartengono. Le vite dei santi, anche di quelli che sembrano dimenticati, sono semi di Vangelo piantati nel nostro stesso terreno. Con reverente curiosità dovremmo riscoprirle, riconoscerle e custodirle, per lasciarci ispirare, per sentirle vive accanto a noi, per amarle come parte della nostra famiglia umana e spirituale. Perché non si costruisce un futuro solido di una comunità senza interrogare il passato che ci parla della santità di chi ha amato questa terra e la sua Chiesa con cuore indiviso.

Di tutto questo ci hanno parlato autori recenti e antichi. Punto di riferimento nella riscoperta delle vite dei santi sono i Profili Agiografici (2008) di mons. Pietro Vispi, la monumentale opera La Diocesi di Gubbio. Una storia ultramillenaria: un patrimonio culturale, morale, religioso, ineludibile (2010) del vescovo mons. Pietro Bottaccioli, ed altre fonti antiche come il De episcopis Eugubinis di Mauri Sarti (1750), nonché la Bibliotheca Sanctorum, studi e monografie di ricercatori locali. In un tempo di smarrimento come quello che stiamo vivendo, è quanto mai bello ed emozionante riscoprire luoghi e vita dei nostri santi, che sono sepolti nelle chiese che frequentiamo, che forse erano vicini delle nostre case di cui ignoriamo l’esistenza. Sono luci nelle diverse epoche della storia della nostra città che hanno camminato nella fedeltà a Dio ed alla Chiesa illuminando il loro tempo. Nomi a cui ridare una storia, vite di santità, vite che cambiano la storia.

Mello da Gubbio, San Mariano e San Giacomo condotti al martirio, Nancy, Musée des Beaux-Arts