GIOVEDÌ SECONDA SETTIMANA DI QUARESIMA

Accostati alla meditazione del Vangelo in questo tempo di Quaresima con semplicità e disponibilità interiore.

Leggi lentamente il testo, lasciando che una parola ti raggiunga e rimanga con te, custodiscila nella preghiera lungo la giornata e prova a tradurla in un gesto concreto.

Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù disse ai farisei:
«C’era un uomo ricco, che indossava vestiti di porpora e di lino finissimo, e ogni giorno si dava a lauti banchetti. Un povero, di nome Lazzaro, stava alla sua porta, coperto di piaghe, bramoso di sfamarsi con quello che cadeva dalla tavola del ricco; ma erano i cani che venivano a leccare le sue piaghe.
Un giorno il povero morì e fu portato dagli angeli accanto ad Abramo. Morì anche il ricco e fu sepolto. Stando negli inferi fra i tormenti, alzò gli occhi e vide di lontano Abramo, e Lazzaro accanto a lui. Allora gridando disse: “Padre Abramo, abbi pietà di me e manda Lazzaro a intingere nell’acqua la punta del dito e a bagnarmi la lingua, perché soffro terribilmente in questa fiamma”.
Ma Abramo rispose: “Figlio, ricòrdati che, nella vita, tu hai ricevuto i tuoi beni, e Lazzaro i suoi mali; ma ora in questo modo lui è consolato, tu invece sei in mezzo ai tormenti. Per di più, tra noi e voi è stato fissato un grande abisso: coloro che di qui vogliono passare da voi, non possono, né di lì possono giungere fino a noi”.
E quello replicò: “Allora, padre, ti prego di mandare Lazzaro a casa di mio padre, perché ho cinque fratelli. Li ammonisca severamente, perché non vengano anch’essi in questo luogo di tormento”. Ma Abramo rispose: “Hanno Mosè e i Profeti; ascoltino loro”. E lui replicò: “No, padre Abramo, ma se dai morti qualcuno andrà da loro, si convertiranno”. Abramo rispose: “Se non ascoltano Mosè e i Profeti, non saranno persuasi neanche se uno risorgesse dai morti”».

MEDITAZIONE DEL GIORNO

La parabola di oggi ci vuole risvegliare alla consapevolezza che alla porta di ciascuno di noi c’è un Lazzaro che bussa. Il nostro inferno è ignoralo, nel far finta che non ci sia. Mentre il Vangelo chi dice chiaramente che non solo esiste Lazzaro, ma Dio ha gli occhi aperti proprio su di Lui. Lazzaro è l’ospite inatteso della nostra vita, è chi ci scomoda, chi ci chiede di uscire da noi per andare incontro a chi ha bisogno del nostro aiuto. Inoltre la parabola ci esplicita che il bene fatto in questa vita ce lo porteremo via con noi, e ciò che non abbiamo fatto in questa vita non avremo più modo di farlo. La Parola di Dio se la prendiamo sul serio ci spinge a fare sempre del nostro meglio, a legare la nostra vita a quella di Lazzaro per poter essere portati in Paradiso e vivere eternamente nella Luce di Dio. Se ci dimentichiamo di Lazzaro paradossalmente ci siamo dimenticati della nostra salvezza.

AZIONE DEL GIORNO

Consiglio. Legatevi stretti a un Lazzaro nella vostra vita. Qualcuno che ha bisogno di voi davvero. Un’opera missionaria, qualcuno che necessita di aiuto. Guardatevi intorno sicuro avete il vostro Lazzaro che con le sue piaghe è pronto a portarvi in Paradiso.

PREGHIERA

Signore Gesù,
liberaci dalla cecità del cuore
che ci impedisce di vedere chi soffre alla nostra porta.

Apri i nostri occhi ai Lazzaro
che ogni giorno poni sul nostro cammino,
e donaci un cuore capace di compassione.

Strappa la nostra vita dall’indifferenza
e insegnaci che l’amore non si rimanda:
oggi è il tempo della carità,
oggi è il tempo della salvezza.

Rendici vigilanti e misericordiosi,
perché condividendo il pane sulla terra
possiamo un giorno entrare nella mensa nel Cielo.

Amen.