GIOVEDÌ QUINTA SETTIMANA DI QUARESIMA

Accostati alla meditazione del Vangelo in questo tempo di Quaresima con semplicità e disponibilità interiore.

Leggi lentamente il testo, lasciando che una parola ti raggiunga e rimanga con te, custodiscila nella preghiera lungo la giornata e prova a tradurla in un gesto concreto.

Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù disse ai farisei:
«C’era un uomo ricco, che indossava vestiti di porpora e di lino finissimo, e ogni giorno si dava a lauti banchetti. Un povero, di nome Lazzaro, stava alla sua porta, coperto di piaghe, bramoso di sfamarsi con quello che cadeva dalla tavola del ricco; ma erano i cani che venivano a leccare le sue piaghe.
Un giorno il povero morì e fu portato dagli angeli accanto ad Abramo. Morì anche il ricco e fu sepolto. Stando negli inferi fra i tormenti, alzò gli occhi e vide di lontano Abramo, e Lazzaro accanto a lui. Allora gridando disse: “Padre Abramo, abbi pietà di me e manda Lazzaro a intingere nell’acqua la punta del dito e a bagnarmi la lingua, perché soffro terribilmente in questa fiamma”.
Ma Abramo rispose: “Figlio, ricòrdati che, nella vita, tu hai ricevuto i tuoi beni, e Lazzaro i suoi mali; ma ora in questo modo lui è consolato, tu invece sei in mezzo ai tormenti. Per di più, tra noi e voi è stato fissato un grande abisso: coloro che di qui vogliono passare da voi, non possono, né di lì possono giungere fino a noi”.
E quello replicò: “Allora, padre, ti prego di mandare Lazzaro a casa di mio padre, perché ho cinque fratelli. Li ammonisca severamente, perché non vengano anch’essi in questo luogo di tormento”. Ma Abramo rispose: “Hanno Mosè e i Profeti; ascoltino loro”. E lui replicò: “No, padre Abramo, ma se dai morti qualcuno andrà da loro, si convertiranno”. Abramo rispose: “Se non ascoltano Mosè e i Profeti, non saranno persuasi neanche se uno risorgesse dai morti”».

MEDITAZIONE DEL GIORNO

Nel Vangelo di oggi Gesù pronuncia una frase che lascia tutti spiazzati:
«Se uno osserva la mia parola, non vedrà la morte in eterno».

Chi lo ascolta reagisce subito. Non è possibile — pensano. Abramo è morto, i profeti sono morti. Tutti muoiono. Che senso hanno allora queste parole? Ai loro occhi Gesù sta esagerando, sta oltrepassando il limite. Per questo arrivano perfino a dirgli che è indemoniato. In realtà Gesù non sta negando la morte biologica, ma sta dicendo che la morte non è più l’ultima parola sull’uomo. Chi custodisce la sua parola entra già ora in una vita che la morte non può distruggere. La discussione poi si sposta su Abramo. I Giudei pensano in termini cronologici: Gesù è giovane, Abramo è vissuto secoli prima. Come può dire di averlo “visto”? Ma Gesù non ragiona solo sul piano del tempo. Con una frase brevissima apre un orizzonte immenso:
«Prima che Abramo fosse, Io Sono». Non dice semplicemente “io ero”. Dice Io Sono, il nome stesso con cui Dio si è rivelato a Mosè nel roveto ardente. È una dichiarazione sconvolgente: Gesù non si presenta soltanto come un maestro o un profeta, ma come colui nel quale Dio stesso si rende presente. Per questo prendono le pietre. Non stanno discutendo di teologia, ma stanno reagendo a una pretesa che cambia tutto. E anche noi, se siamo sinceri, preferiremmo spesso un Gesù più tranquillo, un buon maestro, una guida spirituale, qualcuno che ispira ma non chiede troppo. Invece il Vangelo ci mette davanti a qualcosa di molto più radicale. Gesù non chiede solo di essere ascoltato, chiede di essere creduto. Osservare la sua parola significa permettere che quella parola entri nella vita, nelle scelte, nelle relazioni, nelle paure. E quando questo accade, qualcosa cambia davvero. La vita non è più chiusa dentro l’orizzonte della paura o della fine. Comincia ad aprirsi alla vita stessa di Dio.

La promessa di Gesù non riguarda soltanto il futuro. La vita eterna inizia già adesso, ogni volta che la sua parola diventa il luogo in cui impariamo a vivere.

AZIONE DEL GIORNO

Oggi prova a fare una cosa semplice: prendi una parola di Gesù che conosci bene — sul perdono, sulla fiducia, sulla carità — e prova a viverla davvero in una situazione concreta della tua giornata.

PREGHIERA

Signore Gesù,
tu che sei l’“Io Sono”,
donaci un cuore capace di custodire la tua parola.


Liberaci dalla paura della morte
e da tutto ciò che chiude la nostra vita.
Fa’ che, ascoltandoti e seguendoti,
impariamo già ora
la gioia della vita che non finisce.
Amen.