Il momento del tradimento: Giuda e i discepoli nell’Ultima Cena di Leonardo da Vinci

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Questa mattina useremo l’arte per introdurci al Vangelo di oggi, un brano molto intenso del capitolo 13 di Giovanni. Siamo nel Cenacolo, durante l’ultima cena, e Gesù pronuncia parole che cadono come un fulmine nel silenzio della tavola: «In verità, in verità io vi dico: uno di voi mi tradirà».

Per entrare più profondamente in questo momento possiamo lasciarci guidare da una delle opere più celebri della storia dell’arte, L’Ultima Cena di Leonardo da Vinci, realizzata tra il 1495 e il 1498 nel refettorio del convento domenicano di Santa Maria delle Grazie a Milano, in cui Leonardo sceglie di fissare l’istante preciso in cui Gesù annuncia il tradimento. È il momento in cui la parola attraversa la tavola e provoca una reazione immediata nei discepoli.

La composizione della scena

Una delle caratteristiche più impressionanti del dipinto è la costruzione prospettica. Tutte le linee della stanza — le pareti, il soffitto, le finestre — convergono verso il punto centrale della scena, che coincide con la testa di Cristo.

In questo modo Leonardo guida lo sguardo dello spettatore direttamente verso Gesù. Anche quando tutto attorno si muove, Cristo resta il centro visivo e simbolico della scena.

Il suo corpo forma una composizione stabile e armonica, braccia aperte e il busto eretto disegnano una figura triangolare, che contrasta con l’agitazione degli apostoli che connota il turbamento che come un fremito percorre la scena. Così Leonardo organizza i dodici apostoli in quattro gruppi di tre, creando una sorta di movimento ondulatorio che attraversa tutta la tavola. È come se l’annuncio del tradimento producesse un’onda emotiva che si propaga da un capo all’altro. Ogni gruppo reagisce in modo diverso: c’è chi si stupisce, chi si indigna, chi interroga il vicino, chi sembra chiedere spiegazioni a Gesù. Leonardo riesce a tradurre pittoricamente ciò che il Vangelo racconta con poche parole: «i discepoli si guardavano l’un l’altro, non sapendo di chi parlasse

Giuda tra gli apostoli

Una scelta molto significativa di Leonardo riguarda la figura di Giuda. Se infatti in molte rappresentazioni medievali il traditore era collocato separatamente, dall’altra parte della tavola, Leonardo invece lo inserisce tra gli altri apostoli, sullo stesso lato e questo dettaglio è importante e indica come il tradimento non viene dall’esterno, ma nasce all’interno della cerchia dei discepoli. Tuttavia Giuda è però riconoscibile attraverso alcuni segni. Il suo volto è più scuro rispetto agli altri, il corpo appare leggermente ritratto e nella mano destra stringe una piccola borsa, allusione ai trenta denari della tradizione evangelica. Inoltre la sua mano si protende verso il piatto nello stesso momento in cui lo fa quella di Gesù, richiamando simbolicamente il gesto del boccone narrato dal Vangelo. Nella scena si troviamo anche il discepolo più giovane, tradizionalmente identificato con Giovanni. La sua figura appare inclinata e raccolta, quasi in atteggiamento di ascolto. Accanto a lui Pietro si protende con energia in avanti. Nella mano stringe un coltello, elemento che molti interpreti collegano alla scena futura del Getsemani, quando Pietro taglierà l’orecchio al servo del sommo sacerdote. Il dipinto sembra quindi già anticipare la tensione che attraverserà i discepoli: l’intimità del discepolo amato e l’impeto di Pietro.

Il momento sospeso

La grande intuizione di Leonardo consiste nel rappresentare un momento sospeso, l’attimo immediatamente successivo alla parola di Gesù. Tutto è movimento: gesti, sguardi, domande. I discepoli reagiscono come se cercassero di comprendere ciò che hanno appena ascoltato. Eppure al centro della scena Cristo resta immobile. Dietro di lui si aprono tre finestre che lasciano entrare la luce del paesaggio. Questa luce incornicia la figura di Gesù e ne sottolinea la centralità. Il risultato è un’immagine potentissima, poiché mentre il tradimento e Satana sta per entrare nella storia, Cristo rimane il punto di equilibrio della scena.

Così anche nella nostra vita, proprio in mezzo ai turbamenti, Gesù resta al centro. Così se la nostra storia può essere attraversata dalla fragilità e dalla paura, dal tradimento e dall’agire maligno, la Luce di Cristo continua ad illuminare la notte del mondo centro immutabile, termine ultimo di ogni umana attesa.

Azione del giorno

Oggi prova a fermarti per qualche istante nel silenzio.
Immagina di essere anche tu a quella tavola, davanti a Gesù e sentire su di te uno sguardo che giudica, ma lo sguardo sereno e benigno di Gesù che si posa su di te.

Preghiera

Signore Gesù,
anche quando il nostro cuore è fragile
e le nostre promesse si rivelano più deboli di quanto pensavamo,
tu continui a guardarci con amore.

Donaci di sentire oggi
il tuo sguardo sereno e benigno posarsi su di noi.
Uno sguardo che non condanna,
ma che ci rialza e ci chiama ancora a seguirti.

Liberaci dalla paura delle nostre cadute
e insegnaci a tornare sempre a te
con fiducia e umiltà.

Perché anche nelle nostre notti
possa brillare la luce della tua misericordia.

Amen.

Vangelo del Giorno

Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, [mentre era a mensa con i suoi discepoli,] Gesù fu profondamente turbato e dichiarò: «In verità, in verità io vi dico: uno di voi mi tradirà».
I discepoli si guardavano l’un l’altro, non sapendo bene di chi parlasse. Ora uno dei discepoli, quello che Gesù amava, si trovava a tavola al fianco di Gesù. Simon Pietro gli fece cenno di informarsi chi fosse quello di cui parlava. Ed egli, chinandosi sul petto di Gesù, gli disse: «Signore, chi è?». Rispose Gesù: «È colui per il quale intingerò il boccone e glielo darò». E, intinto il boccone, lo prese e lo diede a Giuda, figlio di Simone Iscariòta. Allora, dopo il boccone, Satana entrò in lui.
Gli disse dunque Gesù: «Quello che vuoi fare, fallo presto». Nessuno dei commensali capì perché gli avesse detto questo; alcuni infatti pensavano che, poiché Giuda teneva la cassa, Gesù gli avesse detto: «Compra quello che ci occorre per la festa», oppure che dovesse dare qualche cosa ai poveri. Egli, preso il boccone, subito uscì. Ed era notte.
Quando fu uscito, Gesù disse: «Ora il Figlio dell’uomo è stato glorificato, e Dio è stato glorificato in lui. Se Dio è stato glorificato in lui, anche Dio lo glorificherà da parte sua e lo glorificherà subito. Figlioli, ancora per poco sono con voi; voi mi cercherete ma, come ho detto ai Giudei, ora lo dico anche a voi: dove vado io, voi non potete venire».
Simon Pietro gli disse: «Signore, dove vai?». Gli rispose Gesù: «Dove io vado, tu per ora non puoi seguirmi; mi seguirai più tardi». Pietro disse: «Signore, perché non posso seguirti ora? Darò la mia vita per te!». Rispose Gesù: «Darai la tua vita per me? In verità, in verità io ti dico: non canterà il gallo, prima che tu non m’abbia rinnegato tre volte».

Parola del Signore.