
Il nardo è uno dei profumi più preziosi citati nella Bibbia. Proviene dalla pianta Nardostachys jatamansi, una pianta aromatica che cresce nelle regioni himalayane dell’India e del Nepal, tra i 3.000 e i 5.000 metri di altitudine. L’olio profumato veniva ricavato dalla radice della pianta, essiccata e poi distillata a corrente di vapore, una lavorazione lunga e costosa che produceva un’essenza molto intensa ed incredibilmente persistente.
Per questo il nardo era considerato nel mondo antico (e lo è anche oggi) un profumo rarissimo e di grande valore. Veniva trasportato attraverso lunghe rotte commerciali dall’India fino al Medio Oriente e al Mediterraneo, passando per carovane e mercati e proprio per non disperderlo, era custodito in piccoli vasi di alabastro sigillati, che conservavano il profumo fino al momento dell’uso.

La Bibbia conosce bene questo profumo. Il termine ebraico נֵרְדּ (nērd) compare nel Cantico dei Cantici: «Mentre il re è nel suo recinto, il mio nardo spande il suo profumo» (Ct 1,12). Nel Nuovo Testamento il nardo appare in uno dei gesti più intensi del Vangelo. Come leggiamo nel Vangelo di oggi Giovanni racconta che Maria di Betania:
«prese una libbra di profumo di puro nardo, assai prezioso, cosparse i piedi di Gesù e li asciugò con i suoi capelli; e tutta la casa si riempì dell’aroma del profumo» (Gv 12,3). Il valore di quel profumo era enorme: trecento denari, circa il salario di un anno di lavoro. Ed è qui che il gesto diventa sorprendente.
Ma la novità non è tanto nel prezzo o nel gesto d’amore di Maria, ma il profumo custodito con cura dentro un vaso chiuso durante tutto il viaggio resta sigillato. Nessuno ne sente la fragranza. Il nardo, potremmo dire, viaggia nascosto e finché resta nel vaso è solo una ricchezza custodita ma non goduta, una possibilità trattenuta, mentre realmente il suo profumo esiste davvero solo quando viene versato.
Qui il Vangelo ci spiazza e racconta che Maria prende quel vaso e lo spezza. Non ne usa qualche goccia: lo rompe. È un gesto profetico. Perché il profumo possa esistere davvero, il vaso deve cessare di esistere, poiché solo così può accadere che «la casa si riempì del profumo», si diffonde, attraversa la casa, raggiunge tutti.
È un’immagine del mistero di Cristo.
Il gesto di Maria non anticipa soltanto la morte di Gesù, ma il dono del suo corpo, così come il vaso di alabastro spezzato lascia spazio al profumo, così il corpo di Cristo sarà donato. Tanto che tra pochi giorni dopo Gesù dirà: «Questo è il mio corpo, che è dato per voi».
Il nardo diventa allora l’immagine stessa del Vangelo, la vita non trova il suo senso quando si conserva, ma quando si offre, quando si lascia spezzare perché l’amore possa riempire la casa del mondo come un profumo. Meditiamo oggi su questo grande mistero della nostra vita che, a imitazione di Cristo, profuma il mondo solo se è spezzata, aperta, condivisa.
Azione del Giorno
Il gesto di Maria è un gesto di gratuità totale.
Trecento denari versati senza calcolo. Per qualcuno è uno spreco, ma l’amore vero non si misura. Inizia la settimana santa con un gesto di bene gratuito, un perdono, un tempo donato senza ritorno, una sorpresa e ricorda come scriva un autore “ciò che non è donato è preso”.
Preghiera
Signore Gesù,
come il profumo del nardo riempì la casa di Betania,
fa’ che anche la nostra vita diffonda il profumo del tuo amore.
Liberaci dal calcolo e dalla paura di trattenere.
Insegnaci la gratuità del dono
e la gioia di versare ciò che siamo.
Perché, come il nardo nelle mani di Maria,
anche la nostra vita possa diventare
profumo della tua presenza nel mondo.
Amen.